Marina di Ravenna: la Notte dei Pescatori

Marina di Ravenna è un po’ casa.

Non è la casa dei ricordi o la casa dell’infanzia, ma una finestra di ricordi dell’età adulta. Un po’ ricordo e un po’ nostalgia.

Si passeggiava fra i capanni dei “vecchi lupi di mare” nell’attesa di vedere qualche pesciolino luccicare fra le maglie delle reti.

Ricordo le risa semplici dei pescatori che pieni di orgoglio, condividevano con amici il pescato della giornata.. o forse qualche aneddoto da marinaio.

Il bagliore del sole in cielo aveva un senso diverso, così come quello della luna che rifletteva ogni singolo movimento.

Quei capanni immersi nelle acque nascoste fra le fronde, erano ai tempi nostri un po’ la “storia” del momento, ora divenuta la “storia di un tempo”.

Il silenzio sovrano era quel sacro tasto di parole non dette che tale doveva restare.

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Regola numero 1. il pesce non si avvicina se non fai silenzio.. così mi era stato detto e così si rispettava il silenzio.

I miei grandi occhioni fissavano quei misteriosi capanni chiedendosi che cosa potessero escogitare questi ormai navigati pescatori.. considerando la rete sempre piena di pesce.

Coincidenza, tattica o conoscenza?

E poi, finita la sessione di pesca, il canale tornava liscio come l’olio.. a disposizione dei giochi di luce della luna.

Era un quadro d’autore dipinto nei miei occhi.. oggi è una foto che riporta un po’ “casa”.

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